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Hay- on - Way

Bisogna salire su di un treno, dalla stazione londinese di Victoria, diretto al Brecon Beacons National Park, nel Galles nord orientale. Scendere all'ultima fermata, quella di Abergavenny. Il paesaggio è "lo sfondo" di un dipinto del pittore settecentesco Joseph Malord William Turner: la verde campagna ondulata, punteggiata da spettrali cattedrali gotiche diroccate, avvolte da nubi, siepi di carpine che dividono i pascoli, centinaia, migliaia di pecore così intente a brucare da sembrare statuine.

Al centro di questo scenario fiabesco, c'è il villaggio di Hay on Way, Hay sul fiume Way, il corso d'acqua marrone che segna il confine naturale tra il Galles e la mal sopportata Inghilterra, all'ombra delle cupe - lo dice anche il nome - Black Mountains. Arroccato alle pendici di un diroccato castello medioevale, dal lontano 1961, Hay on Way, è la book town, la città del libro per antonomasia, ci sono più di 50 librerie per poco più di 700 abitanti. E un festival, il primo inventato in Europa, che richiama scrittori da tutto il mondo, in programma dal 22 maggio al 1° giugno.

La pazza idea di far convogliare in questo angolo sperduto della Gran Bretagna un manipolo di librai-sognatori venne a mister Richard Booth che, riposta nel cassetto la laurea presa ad Oxford, si innamorò di questo luogo incantevole. Fece qualche giro di telefonate ai librai di mezzo mondo, e riuscì a convincere un primo sparuto manipolo di impavidi venditori di storie a trasferire i loro bagagli e cassettoni in Galles.
Un'operazione a metà tra il commerciale e il sentimentale, assurta agli onori della cronaca mediatica mondiale quando il vulcanico Richard si spinse persino a proclamare simbolicamente l'indipendenza di Hay-on-Way, facendosi incoronare come sovrano della repubblica del libro, con tanto di scettro, mantello in porpora e corona. Lo si può incontrare nel suo negozio, tutto in legno, il più grande al mondo per libri usati, al n. 44 di Lion Street dove migliaia di volumi sono accatastati gli uni sopra gli altri, piramidi che rischiano di crollare da un momento all'altro.

Ad Hay-on-Way, bisogna munirsi di mappa segnalibro, per quella sorta di caccia al tesoro o meglio alla libreria preferita nella quale si finisce inevitabilmente per essere coinvolti.. Qui, infatti, si possono trovare testi di qualsiasi genere. Se prediligete il genere del "giallo", il posto che fa per voi si chiama Murder and Mayhem al numero 5 di Lyon Street, dove anche i proprietari hanno un che di sinistro nello sguardo torvo e le domande sospettose che rivolgono agli avventori.

I collezionisti di volumi illustrati di antiquariato si segnino invece questo indirizzo: Mark Westwod in High Town, dove c'è da uscirne pazzi tanto ricca è la scelta e la cultura del titolare. Lo riconoscete dagli occhialini tondi piantati sul naso e il papillon sempre perfettamente posizionato sotto il mento. Da Rose's Book al 14 di Broad Street, si incontrano prevalentemente nonni in cerca di libri di favole, l'unico prodotto in vendita sugli scaffali ora confetto di questa libreria.

Betty e Karl Showler nel loro negozio di Newport Street si sono invece specializzati nella vendita di manuali sull'apicoltura, mentre da Marijana Dworki fanno bella mostra i testi scritti nelle lingue e dialetti più strambi di tutto il mondo. Ma non è finita qui. Da Boz Books, hanno sempre avuto una passione maniacale per Dickens, tanto che vendono solo i suoi romanzi, anche se ultimamente al numero civico 13ª di Castle Street ha fatto la comparsa anche qualche opera di Henry James…
Per i più romantici, l'indirizzo giusto è The Poetry Book Shop in Brook Street, dove capita di incontrare addirittura Bill Clinton, ma il proprietario, mister Prince, nemmeno sotto tortura sarebbe disposto a svelare a chi l'ex presidente americano gli ha fatto spedire la raccolta scelta di Dylan Thomas. Scommette che si tratta di una signora?

Sono gli studenti, invece, ad affollare Bookends in Castle Street dove si acquista qualsiasi libro per una sterlina. La libreria più originale di Hay-on-Way, però, è l'Honesty Book Shop, all'aperto, nel cortile del Castello: i libri, dai romanzi di Sir Walter Scott alla biografia di Hugh Grant, tutti olezzanti di bruma inglese, sono lasciati incustoditi sugli scaffali arrugginiti, per acquistarli basta versare un obolo di 50 penny per i testi in copertina rigida e 30 per gli altri in una buca rossa della posta incassata nella recinzione, senza che nessuno controlli. Ve la immaginate una cosa così in Italia? Nei vicoli stretti che salgono al castello, tra le vie del centro, si incrociano soltanto persone con i libri sotto braccio, che lanciano sguardi taglienti nei confronti di chi ne è sprovvisto. Anche il menù è rigorosamente letterario: si possono ordinare il pudding alla Shakespeare per colazione, il filetto di merluzzo alla Wolf come main course, e una fetta di cheese cake alla Shelley. Ma non pensiate che bastino un paio di dotte citazioni per convincere la cameriera a ottenere uno sconto sul conto salato.

Informazioni utili


Per avere informazioni e scaricare il programma del festival di Hay on Wye, ci si può connettersi al sito http://www.hayfestival.com/wales/default.aspx.

La soluzione migliore per alloggiare è il bed and breaksfast, gli indirizzi sono forniti dall'ente turistico locale di Hay e degli altri villaggi vicini (Hay-on-Wye tel. 01497 820144; Brecon - tel. 01874 622485; Crickhowell - tel. 01873 811970; Hereford tel. - 01432 268430; Talgarth -tel. 01874 712226).

Tutte le informazioni sui mezzi di trasporto che si possono utilizzare per raggiungere Hay e muoversi nel villaggio, si possono trovare sul sito http://www.hayfestival.com/wales/travel.aspx.

Oltre a più di cento incontri con numerosi scrittori, sono previsti concerti, spettacoli di balletto e teatro, proiezione di lungometraggi.

(tratto da La Stampa, 14 mag 2008)



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